PAPAVERO DA OPPIO
Papaver somniferum L.

Famiglia
Papaveracee

Descrizione
Pianta annuale; può presentarsi in diverse forme; il gambo, rigido e vuoto, può arrivare fino a 1 m di altezza; le foglie sono grandi, dentate, senza picciolo e con la base avvolta attorno al gambo; i fiori, anch'essi grandi con quattro petali, possono avere colore bianco, porpora o lilla, con una macchia scura alla base.
Il frutto è una capsula piuttosto schiacciata che racchiude numerosi semi.

 

Dove si trova
Originario dei Paesi del Medio Oriente, è coltivato come pianta medicinale in Turchia, Iran, Cina, nel Sud-Est asiatico e nel Sud dell'Europa. Viene utilizzato come pianta ornamentale nei giardini dei Paesi caldi dell'Europa e dell'America. Cresce spontaneo vicino ai campi coltivati.

Le parti utilizzate
Il lattice, le capsule e i semi.

UN PO' DI STORIA:
Gli effetti psicologici di questa pianta erano conosciuti già dagli antichi Sumeri, 5.000 anni fa. I medici arabi, che durante il medioevo ne diffusero l'uso in Asia e in Europa, lo prescrivevano spesso come rimedio contro la diarrea. Nel XVIII secolo il suo consumo a scopo terapeutico aumentò notevolmente, ma allo stesso tempo se ne diffuse l'uso anche come droga, a causa dei suoi effetti euforizzanti.
Nel 1803 un giovane farmacista tedesco isolò un alcaloide di oppio, che chiamò morfina in ricordo di Morfeo, il dio greco del sonno.
In seguito si arrivò a ricavare altri alcaloidi e derivati semisintetici, come l'eroina. La diffusione dell'uso di questi derivati dell'oppio a scopi non medici ha dato luogo a un'autentica piaga sociale: la tossicodipendenza da oppiacei.
Ciò non toglie comunque che l'oppio e i suoi derivati, utilizzati come medicinali e sotto controllo medico, possano offrire all'umanità un ineguagliabile servizio: calmano dolori incurabili e rendono sopportabile la vita di molti malati di cancro, afflitti da dolori lancinanti. Inoltre, sono farmaci insostituibili per l'anestesia totale, senza la quale molti interventi chirurgici non sarebbero possibili.

PREPARAZIONE E USO
Proprietà

Praticando un sottile taglio nella capsula immatura di un papavero, si permette la fuoruscita di un succo biancastro, il LATTICE, che lasciato seccare all'aria si trasforma in una massa gommosa di colore grigio scuro, l'oppio. Il 25% del peso dell'oppio è costituito da alcaloidi (24 tipi diversi), che si dividono in due gruppi a seconda della struttura chimica:

A.Derivati del fenantrene: morfina, codeina, tebaina e altri.

B.Derivati dalla isochinolina: papaverina.

Gli effetti dell'OPPIO sono la somma degli effetti propri di ciascuno degli alcaloidi che lo compongono, anche se quelli predominanti sono dovuti alla morfina. Le proprietà principali sono:

1.Analgesica: somministrato alle persone afflitte da dolore, malesseri fisici o psicologici, allevia fa completamente scomparire i dolori fisici, provocando sonnolenza oppure obnubilazione mentale (narcosi).
Il più grave inconveniente dell'oppio e dei suoi alcaloidi risiede nella grande capacità di provocare assuefazione (dipendenza fisica). Dopo averne assunte alcune dosi, i pazienti non possono più farne a meno. Perciò è necessario utilizzarlo con la massima prudenza, e sempre per brevi periodi, salvo nel caso di malattie terminali.

2.Depressione respiratoria: soprattutto a causa della grandi quantità di morfina che contiene, l'oppio provoca difficoltà di respirazione: per l'azione che svolge sui centri respiratori del tronco cerebrale il respiro diviene lento e superficiale.
Dosi massicce di oppio possono portare alla morte per arresto respiratorio.

3.Effetto antidiarroico: l'oppio diminuisce le secrezioni digestive e rallenta i movimenti peristaltici dell'intestino. Per questo è stato a lungo utilizzato contro diarrea e dissenteria; oggi però gli si preferiscono altri farmaci meno tossici.

Le CAPSULE mature del papavero (quelle verdi contengono una maggiore quantità di alcaloidi tossici) possono essere impiegate:
-Come analgesici nei dolori persistenti;
-Come calmati per il mal di denti, sotto forma di infuso per sciacqui della bocca;
-Come sedativi nei casi più gravi di insonnia.

E' importante ricordare che il papavero non cura le cause dei dolori né dell'insonnia, cause che vanno invece ricercate e curate adeguatamente.
La tossicità e il pericolo di assuefazione al papavero aumentano in proporzione alla sua "raffinazione":
-L'oppio è più pericoloso rispetto alle capsule della pianta.
-Gli alcaloidi estratti dall'oppio (la morfina, per esempio) sono più tossici dell'oppio non raffinato.
-Gli alcaloidi semisintetici (eroina o diacetilmorfina, per esempio), ottenuti attraverso processi chimici a partire dagli alcaloidi naturali dell'oppio, presentano maggiore tossicità e
capacità di dare assuefazione.
Ne consegue che l'oppio, e quindi i suoi alcaloidi, possono essere utilizzati unicamente sotto prescrizione medica e - in base alla legislazione in vigore nella maggior parte dei Paesi con una ricetta speciale.

Dai SEMI del papavero si ricava un olio che contiene una buona percentuale di lecitina, sostanza molto ricca di fosforo, utilizzata per ridurre il livello del colesterolo nel sangue e per rafforzare il sistema nervoso. L'olio di papavero è del tutto privo di alcaloidi stupefacenti e, al contrario, ha un alto valore dietetico: pertanto lo si può utilizzare in cucina. I semi vengono usati anche nella pasticceria e come arricchimento del pane.

ATTENZIONE

Non superare le dosi indicate. Non assumere i  derivati del papavero insieme ad alcun tipo di bevanda alcolica,  poiché se ne potenziano gli effetti tossici.

METODI E DOSAGGI

USO INTERNO

Come analgesico nei dolori persistenti, come sedativo nei casi più gravi di insonnia.
Decotto - si prepara facendo bollire 2-4 capsule mature di papavero per 1 litro d'acqua, per 5 minuti. Somministrare fino a 3 tazze al giorno; berne una prima di andare a dormire.

Per ridurre il colesterolo nel sangue e per rafforzare il sistema nervoso.
Olio di semi - si utilizzano 1-2 cucchiaiate (15-30 ml) di olio crudo, 1-2 volte al giorno, per condire insalate o altre verdure.

USO ESTERNO
Per calmare il mal di denti.
Per sciacqui alla bocca, si possono aggiungere fino a 6 o 8 capsule per 1 litro al decotto indicato per uso interno.