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CICUTA
Conium maculatum L.
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Famiglia
Ombrellifere
Descrizione
Pianta erbacea, che può raggiungere dai 30 ai150 cm di altezza. Il fusto è
cavo e percorso da sottili striature.
Dove si trova
Cresce spontaneamente in tutta Europa e in America. E' comune trovarla nelle
zone fresche e umide, sulle rive dei fiumi e ai bordi delle strade.
Le parti utilizzate
I frutti.
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PREPARAZIONE
E USO
Proprietà |
Sedative, analgesiche, anestetiche locali
La cicuta è molto diffusa ed è importante saperla distinguere dalle altre piante che
appartengono alla stessa famiglia botanica - le ombrellifere - e a cui assomiglia:
l'angelica, il prezzemolo, il sedano e la carota silvestre. Una delle principali
caratteristiche che consentono di distinguere la cicuta dalle piante della stessa famiglia
è il suo odore particolarmente ripugnante. Utilizzando questi dati e confrontando le
illustrazioni relative a ciascuna specie, non è comunque difficile imparare a
riconoscerla, per evitare di confonderla con altre piante assolutamente innocue.
COME RICONOSCERE LA PIANTA DELLA CICUTA:
L'aspetto della velenosa cicuta non è molto diverso da quello di altre piante della
stessa famiglia, come per esempio il sedano o il prezzemolo. Le seguenti descrizioni
botaniche aiutano a riconoscerla;
1.Il fusto della cicuta si distingue da quello delle altre
Ombrellifere perché presenta, nella parte inferiore, alcune macchie color rossiccio o
porpora.
2.Le foglie sono grandi, lucide e ben separate.
3.I fiori sono bianchi e sono raggruppati in ombrelle
disuguali, con un numero di raggi che può andare da 10 a 20.
4.Il frutto è ovale, grande circa 3 mm, di colore verde-grigio
scuro, solcato da grosse pieghe.
5.Tutta la pianta emana uno sgradevole odore di urina.
Tutte le parti della pianta, e in modo particolare i frutti, contengono vari alcaloidi
(coniina, cicutina, conidrina e pseudoconidrina), oltre a un olio essenziale e a glucosidi
flavonoidi e cumarinici. La coniina è il principio attivo principale della cicuta,
presente in una proporzione del 2% nei frutti e dello 0,5% nelle foglie. Viene solitamente
assorbito per via orale, ma anche - con grande facilità - attraverso la pelle.
Gli alcaloidi sono composti organici a reazione alcalina. Esercitano un notevole effetto
farmacologico e anche in piccole dosi possono risultare tossici per l'organismo.
Somministrati nelle giuste proporzioni, la coniina e gli altri alcaloidi della cicuta
agiscono come potenti sedativi, analgesici e anestetici locali.
La cicuta è stata impiegata con eccellenti risultati per alleviare:
1.Dolori cronici, come quelli provocati dal cancro.
2.Dolori persistenti, come quelli provocati dalle nevralgie.
Oggi, nonostante esistano altri analgesici potenti e sicuri, talvolta viene ancora
utilizzata la cicuta, ma sempre sotto stretto controllo medico, e
attenendosi con scrupolosità alle dosi specificate, per evitare intossicazioni.
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AVVELENAMENTO DA CICUTA |
Per la sua struttura chimica e per
i suoi effetti la coniina può essere assimilata a un altro alcaloide: la nicotina,
presente nel tabacco. Dalla prima mezz'ora alle due ore successive all'assunzione di una
dose elevata di coniina, si manifestano arsura in bocca, difficoltà a inghiottire,
nausea, dilatazione delle pupille e debolezza alle gambe. Se la dose è massiccia,
interviene la paralisi muscolare e quindi la morte per arresto respiratorio e asfissia.
Nonostante questo, non si ha alcuna perdita di coscienza.
Trattamento dell'intossicazione:
qualora ci sia dubbio di aver ingerito della cicuta, si deve immediatamente provocare il
vomito, se possibile, effettuare una lavanda gastrica. Somministrare un purgante e carbone
attivo. Se l'intossicazione ha difficoltà respirazione, praticare la respirazione bocca a
bocca e trasportarlo con la massima urgenza in ospedale.
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METODI
E DOSAGGI |
USO INTERNO
Per dolori cronici.
Polvere - I frutti essiccati della cicuta vengono macinati finemente fino
a ottenere una polvere che si scioglie in acqua. La dose massima tollerata da un adulto è
1 g di frutti al giorno, suddiviso in quattro assunzioni da 0,25 g ciascuna.
USO ESTERNO
Per dolori cronici.
Pomata - Si prepara con 1 g di frutti macinati ogni 9 g di solvente
grasso. Viene impiegata come anestetico locale per la cura di nevralgie e dolori forti.
Attenzione alle dosi: la coiina viene assorbita attraverso la pelle.
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