TRIFOGLIO FIBRINO
Menyanthes trifoliata L.

Famiglia
Meniantacee

Descrizione
Pianta acquatica annuale alta 20-30 cm. Il suo fusto, grosso, carnoso e strisciante, affonda nel fango. Le foglie hanno un lungo picciolo e sono divise in tre foglioline; i fiori sono rosati, riuniti in grappoli terminali.

Dove si trova
Si trova in bacini, laghetti e stagni dell'Europa occidentale e del Nordamerica, ma in generale è poco diffuso.

Le parti utilizzate
Le foglie.

 

 

 

PREPARAZIONE E USO
Proprietà

Le foglie contengono glucoside amaro (meniantina) responsabile dell'azione tonificante di questa pianta sull'apparato digerente. Il trifoglio fibrino aumenta l'appetito, stimola le secrezioni dell'apparato digerente e favorisce la digestione. Ha inoltre proprietà simili a quelle della genziana e si raccomanda in caso di atonia digestiva, pesantezza di stomaco e gastrite cronica.

Il trifoglio fibrino contiene anche flavonoidi e alcaloidi, ancora non ben studiati, a cui si potrebbero attribuire le sue virtù febbrifughe, lassative ed emmenagoghe. Si usa negli stati influenzali.

ATTENZIONE

Assunto in dosi elevate il trifoglio fibrino è emetico (provoca il vomito) e purgativo.

METODI E DOSAGGI

USO INTERNO
Per i casi sopra indicati.
Infuso - si prepara con 15-30 g di foglie per 1 litro. Berne 1 tazza prima dei pasti.
Succo - della pianta fresca: in dosi di circa 20 ml disciolti in acqua o latte, 2-3 volte al giorno.
Polvere - se ne somministrano 2-3 g in dosi giornaliere.