CARDO SANTO
Cnicus benedictus L.

Famiglia
Composite

Descrizione
Pianta alta da 20 a 50 cm con fusto e foglie pelose. Ha foglie grandi e spinose con nervature molto marcate sulla pagina inferiore. I capolini sono poco numerosi, gialli e circondati da spine rossicce.

Dove si trova
E' diffuso in tutta Europa e in Asia; sporadicamente anche in Nordamerica, in Cile e in Argentina; si trova lungo le scarpate e ai margini dei terreni aridi.

Le parti utilizzate
I fusti, le foglie e i fiori.

PREPARAZIONE E USO
Proprietà

Il cardo santo contiene un principio amaro, la cnicina, la quale agisce stimolando le ghiandole che secernono i succhi digestivi nello stomaco e nell'intestino tenue. Da ciò deriva la sua azione tonico-stomachica, digestiva e aperitiva. Inoltre questa pianta disinfiamma e decongestiona il fegato e il pancreas, attivandone la funzionalità.

Si tratta di proprietà comuni alla maggior parte delle piante ricche d sostanze amare, ma il cardo santo ha, in più, il vantaggio di possedere una percentuale notevole di mucillagini e di tannino che ne favoriscono e ne potenziano l'azione sull'apparato digerente. E' usato principalmente nei casi seguenti:

1-Atonia digestiva, inappetenza, digestione difficile e vomito.

2-Ipoacidità gastrica, cioè scarsità di succhi nello stomaco.

3-Insufficienza della funzione epatica e di quella pancreatica.

4-Esaurimento e convalescenza a seguito di malattie debilitanti.

E' inoltre particolarmente apprezzato come:

5-Diuretico e febbrifugo per il suo alto contenuto di flavonoidi e di olio essenziale.

6-Ipoglicemico: le ultime ricerche hanno dimostrato che il cardo santo esercita un'importante azione ipoglicemizzante, cioè favorisce la diminuzione del livello di glucosio nel sangue, ed è quindi un buon complemento nella cura del diabete.

7-Antisettico e cicatrizzante per via esterna soprattutto per le proprietà antibiotiche del suo principio attivo, la cnicina, sostanza efficace contro batteri di tipo gram-negativo. Si usa per disinfettare ferite, ulcerazioni della pelle e per preparare semicupi, in caso di emorroidi.

ATTENZIONE

Le tisane e i decotti per uso interno devono essere molto diluiti, altrimenti possono avere effetti talmente irritanti da indurre il vomito.

METODI E DOSAGGI

USO INTERNO
In caso di atonia digestiva, inappetenza, digestione difficile e vomito. Ipoacidità gastrica. Insufficienza epatica e pancreatica. Esaurimento e convalescenza. Diuretico e febbrifugo. Ipoglicemico.
Infuso o decotto - con un pugno di foglie fresche o secche per 1 litro d'acqua. Se ne possono assumere fino a 3 tazze al giorno, ai pasti. Se la tisana è troppo amara si può dolcificare con un po' di miele o di zucchero non raffinato.

USO ESTERNO
Antisettico e cicatrizzante con proprietà antibiotiche.
Si usa per disinfettare ferite, ulcerazioni della pelle e per le emorroidi.
Impacchi - si imbeve la garza in un decotto preparato con un pugno di foglie, fusti e/o fiori per 1 litro d'acqua; si applica localmente sulla pelle malata.
Semicupo - con il decotto.