BIANCOSPINO
Crataegus monogyna Jacq.

Famiglia
Rosacee

Descrizione
Arbusto spinoso che raggiunge 2-4 m di altezza. Ha foglie caduche divise in 3 o 5 lobuli. I fiori sono bianchi e profumati. Produce frutti a bacche rosse.

Dove si trova
E' comune nei boschi di tutta Europa. Si è acclimatato in America.

Le parti utilizzate
I fiori e i frutti.

Quando si raccoglie
I fiori si raccolgono in marzo-aprile, quando sono in boccio o cominciano appena a sbocciare, recidendoli con le foglie che li circondano e un tratto di rametto su cui sono inseriti. I frutti si raccolgono in settembre-ottobre, appena prima della completa maturazione.

Come si conserva
I fiori si essiccano all'ombra evitando che diventino scuri; i frutti si trasformano in marmellate oppure si essiccano al sole o in stufa a bassa temperatura.

PREPARAZIONE E USO
Proprietà

Sedative, ipotensive, vasodilatatrici,
antidiarroiche

ATTENZIONE

In caso di dosi molto elevate (12 o 15 volte superiori a quelle raccomandate) possono verificarsi bradicardia (rallentamento del battito cardiaco) e depressione respiratoria. Al contrario, seguendo le dosi consigliate non si ha alcun effetto collaterale indesiderato.

I frutti e soprattutto i fiori del biancospino contengono vari glucosidi flavonoidi, che chimicamente sono polifenoli, ai quali viene attribuita l'azione svolta sul cuore e sull'apparato circolatorio. Nel biancospino sono inoltre presenti derivati triterpenici e varie amine biogene che ne potenziano l'effetto cardiotonico. La pianta nel suo insieme, grazie alle proprietà delle sue componenti, è:

1.Cardiotonica: proprietà attribuita soprattutto ai flavonoidi che inibiscono (impediscono l'azione) dell'adenosin-trifosfatasi (ATPasi), un enzima che scompone l'ATP, sostanza che serve come fonte di energia per le cellule, comprese quelle del muscolo cardiaco. Essendo così impedita la distribuzione dell'ATP, le cellule vengono ad avere maggior energia e si produce in tal modo un aumento della forza di contrazione del cuore con una regolazione del suo ritmo. Per questa ragione il biancospino è indicato per:
- Insufficienza cardiaca: (debolezza del cuore), unita o meno a dilatazione delle cavità, dovuta a miocardite o miocardiopatia (infiammazione o degenerazione del muscolo cardiaco), lesioni valvolari o infarto del miocardio recente.
- Aritmie (irregolarità del ritmo cardiaco): extrasistole (palpitazioni), tachicardia, fibrillazione auricolare o blocchi.
- Angina pectoris: il biancospino aumenta l'irrorazione sanguigna nelle arterie coronarie e combatte eventuali spasmi dovuti ad angina pectoris. E' inoltre un buon vasodilatatore delle arterie coronarie.

2.Normotensiva: il biancospino normalizza la pressione arteriosa, facendola, scendere nelle persone che di norma ce l'hanno alta e facendola salire in chi soffre di ipotensione. La sua azione regolatrice dell'ipertensione è rapida ed evidente e con risultati più duraturi rispetto ad altri preparati sintetici.

3.Sedativa del sistema nervoso simpatico: può essere utile in quelle persone che soffrono di nervosismo e delle conseguenti sensazioni di oppressione al cuore, tachicardia, difficoltà respiratoria, ansia o insonnia. Il biancospino è una delle piante ansiolitiche (che eliminano l'ansia) più efficaci che si conoscano.

METODI E DOSAGGI

USO INTERNO
Per l'insufficienza cardiaca, aritmie, l'angina pectoris, per l'iper-ipotensione e sedativa del sistema nervoso.
Infuso - con 60 g di fiori (circa 4 cucchiai) per litro d'acqua. I fiori freschi sono più efficaci di quelli secchi. Bere 3 o 4 tazze al giorno.
Frutti freschi - pur presentando una minor concentrazione di principi attivi, sono ugualmente efficaci e se ne può mangiare un pugno abbondante 3 volte al giorno.
Estratto secco - si consiglia da 0,5 a 1 g, 3 volte al giorno.