LENTISCO
Pistacia lentiscus L.

Famiglia
Anacardiacee

Descrizione
Arbusto che cresce fino a 1 m di altezza. Le foglie, che rimangono verdi tutto l'anno, sono coriacee e lisce. Il frutto è una bacca, rossa o nera, delle dimensioni di un pisello.

Dove si trova
Originario delle isole greche, è oggi diffuso in tutta la regione mediterranea. E' coltivato nei terreni secchi, tra carrubi o lecci.

Le parti utilizzate
La resina e le foglie.

 

Quando si raccoglie
In luglio-settembre si praticano delle incisioni sul tronco e sui rami: la resina che fuoriesce si rapprende all'aria sotto forma di masserelle tondeggianti.

Come si conserva
La resina si lava delicatamente per asportare le impurità raccolte alla superficie, quindi si essicca e si conserva in scatole di legno.

PREPARAZIONE E USO
Proprietà

Astringenti, aromatizzanti

Il MASTICE è una sostanza adesiva naturale; si ricava dalla resina che trasuda dai fusti del lentisco quando li si incide superficialmente.
Il Mastice contiene un acido aromatico e un'essenza ricca di pinene. Masticato diventa una pasta malleabile come la cera, che aderisce ai denti. Grazie alla sua azione antinfiammatoria e antisettica, combatte la piorrea e la gengivite (infiammazione delle gengive). E' utile nella cura della paradontosi (infiammazione dei tessuti di sostegno del dente), che è la principale causa della caduta dei denti. Inoltre, profuma l'alito, producendo una sensazione di freschezza e di pulizia.

Le FOGLIE e i FUSTI più giovani del lentisco contengono una quantità minore di principi attivi, ma possiedono più tannini.
Si utilizzano, al pari del mastice, per sciacqui eseguiti con il decotto, per disinfiammare le gengive e rinforzare la dentatura.

METODI E DOSAGGI

USO INTERNO
Per le gengiviti, la piorrea e la paradontosi.
Il mastice - masticato o in pasta dentifricia.
Sciacqui - con il decotto di foglie e fusti giovani (100 g per 1 litro d'acqua) fino a un massimo di 5 volte al giorno.