Le foglie contengono glucosidi flavonoidi, quercitina, luteolina,
catechina, resina, olio essenziale, lipidi e alcune sostanze, appartenenti al gruppo dei
terpeni, specifiche del ginkgo: bilobado e ginkgolidi A, B e C.
Come comunemente avviene nella fitoterapia, le proprietà medicinali della pianta sono
dovute all'azione congiunta di tutti i suoi componenti, perché non si può attribuire la
sua efficacia a uno di essi in particolare.
Il ginkgo agisce sull'intero sistema circolatorio, migliorando la circolazione arteriosa,
quella capillare e quella venosa:
1.Azione vasodilatatrice: aumenta la vascolarizzazione
(irrorazione sanguigna) e diminuisce le resistenze periferiche nelle piccole arterie.
Contribuisce a compensare parzialmente e disturbi prodotti dall'arteriosclerosi.
2.Azione capillaroprotettrice: diminuisce la
permeabilità dei capillari, riducendo l'edema (accumulo di liquidi nei tessuti).
3.Azione venotonica: tonifica le pereti delle vene,
riducendo l'accumulo di sangue e facilitando così il riflusso sanguigno.
Viene indicata per le seguenti patologie:
A.Insufficienza della circolazione sanguigna cerebrale (scarsa
irrorazione sanguigna del cervello), che si manifesta con vertigini, cefalea, acufeni
(ronzii nelle orecchie), perdita dell'equilibrio, disturbi della memoria e sonnolenza, oltre ad altri sintomi. Coloro
che usano ginkgo affermano che rischiara la mente.
B.Postumi di malattie vascolari cerebrali (trombosi,
embolie ecc.): accelera il recupero e migliora la motilità dei pazienti.
C.Arteriopatie degli arti inferiori (scarsa irrorazione
sanguigna nelle gambe): facilita la deambulazione e allevia il dolore.
D.Angiopatie (malattie del sistema vascolare) e disturbi
vasomotori: sindrome di Reynaud, fragilità vascolare, acroparestesie (piedi o
mani "addormentati"), geloni.
E.Varici, flebiti, stanchezza delle gambe, edemi malleolari (caviglie
gonfie).
In queste malattie circolatorie delle estremità, si raccomanda di
combinare l'uso del ginkgo per via orale con applicazioni esterne (impacchi, cataplasmi,
maniluvi e pediluvi).
Il ginkgo è in genere assai ben tollerato, non aumenta la pressione arteriosa e inoltre
non dà luogo a effetti secondari indesiderati.