GINKGO
Ginkgo biloba L.

Famiglia
Ginkgoacee

Descrizioni
Albero che può raggiungere i 30 m di altezza. La pianta è dioica (fusto maschile differente da quello femminile), con foglie caduche, spesse, elastiche, che ancora giovani si separano in due lobuli. I frutti sono drupe di color giallo, commestibili quando sono fresche, ma maleodoranti a maturazione avanzata.

Dove si trova
Originario dalla Cina, Giappone e Corea, si è diffuso in Europa e in America come albero ornamentale per parchi e strade in regioni a clima temperato.

Le parti utilizzate
Le foglie.

 

 

PREPARAZIONE E USO
Proprietà

Le foglie contengono glucosidi flavonoidi, quercitina, luteolina, catechina, resina, olio essenziale, lipidi e alcune sostanze, appartenenti al gruppo dei terpeni, specifiche del ginkgo: bilobado e ginkgolidi A, B e C.
Come comunemente avviene nella fitoterapia, le proprietà medicinali della pianta sono dovute all'azione congiunta di tutti i suoi componenti, perché non si può attribuire la sua efficacia a uno di essi in particolare.
Il ginkgo agisce sull'intero sistema circolatorio, migliorando la circolazione arteriosa, quella capillare e quella venosa:

1.Azione vasodilatatrice: aumenta la vascolarizzazione (irrorazione sanguigna) e diminuisce le resistenze periferiche nelle piccole arterie. Contribuisce a compensare parzialmente e disturbi prodotti dall'arteriosclerosi.

2.Azione capillaroprotettrice: diminuisce la permeabilità dei capillari, riducendo l'edema (accumulo di liquidi nei tessuti).

3.Azione venotonica: tonifica le pereti delle vene, riducendo l'accumulo di sangue e facilitando così il riflusso sanguigno.

Viene indicata per le seguenti patologie:
A.Insufficienza della circolazione sanguigna cerebrale (scarsa irrorazione sanguigna del cervello), che si manifesta con vertigini, cefalea, acufeni (ronzii nelle orecchie), perdita dell'equilibrio, disturbi della memoria e sonnolenza, oltre ad altri sintomi. Coloro che usano ginkgo affermano che rischiara la mente.

B.Postumi di malattie vascolari cerebrali (trombosi, embolie ecc.): accelera il recupero e migliora la motilità dei pazienti.

C.Arteriopatie degli arti inferiori (scarsa irrorazione sanguigna nelle gambe): facilita la deambulazione e allevia il dolore.

D.Angiopatie (malattie del sistema vascolare) e disturbi vasomotori: sindrome di Reynaud, fragilità vascolare, acroparestesie (piedi o mani "addormentati"), geloni.

E.Varici, flebiti, stanchezza delle gambe, edemi malleolari (caviglie gonfie).

In queste malattie circolatorie delle estremità, si raccomanda di combinare l'uso del ginkgo per via orale con applicazioni esterne (impacchi, cataplasmi, maniluvi e pediluvi).
Il ginkgo è in genere assai ben tollerato, non aumenta la pressione arteriosa e inoltre non dà luogo a effetti secondari indesiderati.

METODI E DOSAGGI

USO INTERNO
Scarsa irrorazione sanguigna del cervello, cura dei postumi di malattie vascolari cerebrali, scarsa irrorazione sanguigna nelle gambe, malattie del sistema vascolare, varici, flebiti, caviglie gonfie.
Infuso - 40-60 g di foglie in 1 litro d'acqua. La dose suggerita è di 3 tazze al giorno.

USO ESTERNO
Scarsa irrorazione sanguigna nelle gambe, malattie del sistema vascolare, varici, flebiti, caviglie gonfie.
Impacchi - con lo stesso infuso, ma più concentrati (fino a 100 g per litro). Si applicano sulle mani o sui piedi che soffrono di problemi di circolazione.

Scarsa irrorazione sanguigna nelle gambe, malattie del sistema vascolare, varici, flebiti, caviglie gonfie.
Cataplasmi - di foglie schiacciate. Si applicano sulla parte malata.

Scarsa irrorazione sanguigna nelle gambe, malattie del sistema vascolare, varici, flebiti, caviglie gonfie.
Maniluvi (bagni delle mani) e pediluvi (bagni dei piedi) con infuso di foglie di ginkgo, fino a 100 g per 1 litro d'acqua. Si applicano tiepidi o caldi, 1 o 2 volte al giorno.

I migliori risultati si ottengono combinando l'uso interno con le applicazioni esterne.