DENTE DI LEONE
Taraxacum officinale Web.

Famiglia
Composite

Descrizione
Pianta perenne alta fino a 30 cm; le foglie sono profondamente dentate o lobulate e formano una rosetta basale a livello del terreno, da cui si levano i fusti fiorali, che all'estremità presentano un'infiorescenza di color giallo vivo.

Dove si trova
Cresce assai comunemente nelle praterie, nei campi e sui margini dei sentieri di tutta Europa e America; è diffuso in tutti i continenti.

Le parti utilizzate
Le foglie e le radici.

 

 

PREPARAZIONE E USO
Proprietà

Le foglie e la radice contengono tarassicina, un principio amaro simile a quello della cicoria, in virtù del quale la pianta sviluppa le sue proprietà toniche e digestive, e inulina; le foglie contengono anche flavonoidi, cumarine e vitamina B e C.

Il dente di leone agisce con i seguenti effetti:

1-Aperitivo, digestivo e tonico stomachico: aumenta le secrezioni di tutte le ghiandole dell'apparato digerente, facilitando e migliorando così la digestione; aumenta la produzione di saliva, dei succhi gastrici, intestinali e pancreatici, oltre che della bile; contemporaneamente stimola la muscolatura di tutto il tubo digerente. Per queste ragioni il dente di leone accelera e stimola tutti i processi della digestione, sia fisici sia chimici.

2-Coleretico (aumenta la produzione della bile nel fegato) e colagogo (facilita lo svuotamento della cistifellea): l'azione esercitata sul fegato e sulla cistifellea è la stessa svolta sugli altri organi digestivi, sebbene più intensa. Il dente di leone è una delle piante che agiscono con più efficacia sulla funzione biliare e perciò si consiglia soprattutto a chi soffre di:

- Insufficienza epatica, epatite e cirrosi: può addirittura triplicare la produzione della bile, decongestionando così il fegato e facilitando il suo lavoro di disentossicazione.

-Discinesia biliare: pigrizia della cistifellea e altri disturbi del suo funzionamento.

-Colelitiasi (calcoli nella cistifellea): il dente di leone certo non è in grado di sciogliere i calcoli, tuttavia garantisce un funzionamento migliore della cistifellea in attesa di una cura risolutiva.

3-Diuretico e depurativo: è uno dei risultati più rilevanti. Il dente di leone aumenta la quantità di orina e favorisce l'eliminazione di sostanze acide di rifiuto, che appesantiscono il metabolismo: secondo un detto francese, il dente di leone "purifica il filtro renale e asciuga la spugna epatica".

4-Blando lassativo, non irritante, utile specialmente nei casi di pigrizia o di atonia intestinale: l'effetto lassativo, unito a quello depurativo, fa di questa pianta una buona medicina in caso di eczemi, di eruzioni, di foruncoli e di cellulite, che in molti casi sono la conseguenza di un'autointossicazione causata dalla stitichezza.

METODI E DOSAGGI

USO INTERNO
Aperitivo, digestivo e tonico stomachico. Coleretico e colagogo (aumenta la produzione di bile e facilita lo svuotamento della cistifellea). E' un blando lassativo e un buon depurativo in caso di eczemi, foruncoli e cellulite.
Crudo - il gradevole sapore amaro delle foglie del dente di leone ne fa un buon ingrediente per le insalate primaverili che, condite con olio e limone, sviluppano un ottimo effetto aperitivo e depurativo.
Succo fresco - si ottiene per spremitura o triturazione delle foglie e delle radici e se ne prendono 2 o 3 cucchiai prima di ogni pasto; per ottenere un effetto depurativo rilevante, si deve prendere ogni giorno, per un mese o un mese e mezzo, i primavera.
Infuso - si prepara con 60 g di foglie e di radici in 1 litro d'acqua e se ne prende una tazza prima dei pasti.

Per aumentare la quantità di orina e favorire l'eliminazione di sostanze acide di rifiuto.
Succo fresco - si ottiene per spremitura o triturazione delle foglie e delle radici e se ne prendono 2 o 3 cucchiai prima di ogni pasto; per ottenere un effetto depurativo rilevante, si deve prendere ogni giorno, per un mese o un mese e mezzo, i primavera.