FARFARACCIO
Petasites hybridus (L.) Gaertn.

Famiglia
Composite

Descrizione
Pianta perenne alta fino a 50 cm; all'inizio della primavera spuntano dai rizomi sotterranei alcuni steli fiorali con infiorescenze rosate o azzurrine, più tardi appaiono le grandi foglie dal largo picciolo.

Dove si trova
Cresce nei luoghi umidi e sulle rive dei corsi d'acqua nelle regioni fredde e temperate di tutta Europa.

Le parti utilizzate
Il rizoma e le foglie.

 

 

 

PREPARAZIONE E USO
Proprietà

Il rizoma e le foglie del farfaraccio contengono petasina, inulina e mucillagini, che lo rendono espettorante ed emolliente; glucosidi e olio essenziale, dall'azione antispasmodica, sudorifera e emmenagoga; tannini e resine, che gli conferiscono proprietà vulnerarie. Le sue applicazioni più importanti riguardano le seguenti patologie:

1-Affezioni respiratorie: grazie al suo effetto antispasmodico dà buoni risultati nei casi di asma bronchiale, evitando le manifestazioni di crisi acute; si usa anche come antitussigeno ed espettorante nelle bronchiti e nelle broncopolmoniti.

2-Malattie della gola: è indicato per curare laringite, afonia e tracheite.

3-Catarri bronchiali e influenza: esercita un'azione sudorifera.

4-Flebiti (infiammazione delle vene), foruncoli e adenopatie (infiammazione della ghiandole linfatiche): per uso esterno si usano le foglie fresche direttamente o in forma di cataplasmi per decongestionare.

METODI E DOSAGGI

USO INTERNO
Affezioni respiratorie, malattie della gola, catarri bronchiali e influenza.
Infuso - con 20-30 g di foglie e/o di rizoma in 1 litro d'acqua; se ne prendono 3-5 tazze al giorno.

USO ESTERNO
Per le flebiti, foruncoli e adenopatie.
Cataplasmi - si fanno con le foglie fresche pestate.