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FARFARA
Tussilago
farfara L. |
Famiglia
Composite
Descrizione
Pianta perenne, alta fino a 30 cm; dal fusto
sotterraneo si sviluppano ogni anno fusti fioriferi, carnosi,
le cui foglie sono ridotte a squame e alla cui estremità
si sviluppa un'infiorescenza gialla. Le foglie, grandi e
con un lungo picciolo, si sviluppano dopo i fiori e
sono biancastre sulla pagina inferiore.
Dove si trova
Cresce nei terreni umidi e freddi di tutta Europa,
preferisce i terreni argillosi, ma la si può trovare anche in
quelli calcarei; nel continente americano è invece poco
comune.
Le parti utilizzate
Le foglie essiccate e le infiorescenze (o capolini).
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ATTENZIONE |
Le
foglie di farfara, per
il grande contenuto di
vitamina C, si usavano
in insalata per
combattere lo scorbuto,
però è consigliabile evitare
le foglie tenere
crude, che
contengono piccole
quantità di un
alcaloide tossico per il
fegato; questo alcaloide
scompare durante l'essiccazione.
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PREPARAZIONE
E USO
Proprietà |
Le
infiorescenze, e in modo
particolare le foglie,
sono estremamente ricche
di mucillagini, che
svolgono un'azione espettorante,
bechica, antitussigena ed
emolliente
(calmante) delle vie
respiratorie; che
contengono anche alcol
triterpenici e
flavonoidi (rutina) dal
leggero effetto antispasmodico,
che contribuiscono
inoltre al risultato
antitussigeno e
broncodilatatore della
farfara.
La
pianta è considerata
anche ricca di
proprietà sudorifere
e depurative,
perché facilita
l'eliminazione delle
tossine per mezzo
dell'urina e del sudore,
un metodo molto efficace
per combattere la
componente infettiva
della maggior parte
delle affezioni
respiratorie. La farfara
è indicata in generale
nella cura di tutte le
malattie delle vie
respiratorie perché
fluidifica le secrezioni
bronchiali, calma la
tosse, dilata i bronchi
e disinfiamma infine le
mucose.
La
farfara è adatta per
curare le bronchiti
acute e croniche, i
catarri bronchiali,
l'asma, l'enfisema
polmonare, la
broncopolmonite,
l'influenza, la
tracheite, la laringite,
la faringite e la
tonsillite (angina) e
dà ottimi risultati in
caso di afonia, sia per
uso interno sia per uso
esterno.
Se
si vuole usare la
farfara in caso di bronchite
acuta e di broncopolmonite,
è preferibile attendere
che
sia passata la fase
acuta (due
o tre giorni) e che
cominci a scomparire la
congestione iniziale.
La
farfara è un buon
alleato dell'ex fumatore,
perché contribuisce a
rigenerare le mucose
dell'apparato
respiratorio di chi ha
smesso di fumare. Come
infuso, è molto utile
nella cura di
disintossicazione dal
tabagismo, perché aiuta
a liberare i bronchi
dalle secrezioni
accumulate. E' stata
addirittura uno degli
ingredienti del
cosiddetto "tabacco
di erbe", anche se
sembra superfluo
aggiungere che la cosa
migliore per chi soffre
di bronchi è
l'astensione totale dal
fumo, compreso quello di
farfare.
Utilizzata
per via esterna
la farfara cura diverse malattie
della pelle: ferite
e ulcerazioni, eruzioni
e infiammazioni
(dermatiti); si
consiglia infine a chi
soffre di pelle grassa:
applicata sul cuoio
capelluto serve a
detergerlo e a
rinforzarlo.
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METODI
E DOSAGGI |
USO
INTERNO
Per facilitare
l'eliminazione delle
tossine per mezzo
dell'urina e del sudore;
adatta per curare
bronchiti acute e
croniche, i catarri
bronchiali, l'asma,
l'enfisema polmonare, la
broncopolmonite,
l'influenza, la
tracheite, la laringite,
la faringite e la
tonsillite; in caso di
afonia; utile nella cura
di disintossicazione dal
tabagismo.
Infuso - con 30-50 g
di pianta essiccata in 1
litro d'acqua: se ne
prendono 3-5 tazze calde
al giorno; per
migliorarne il sapore,
non molto gradevole, si
può dolcificare con
miele, aumentandone
così l'effetto
emolliente, oppure
aggiungere un pizzico di
menta piperita o di
anice verde. Ai bambini
piccoli la si
somministra a cucchiai,
uno ogni mezz'ora.
Prima
di bere l'infuso,
occorre filtrarlo
con cura per eliminare i
peluzzi un po' ispidi
delle infiorescenze che
possono irritare la
gola.
USO
ESTERNO
Buoni risultati in caso di afonia.
Gargarismi - si
fanno con lo stesso
infuso preparato per uso
interno, eventualmente
più concentrato.
In
caso di ferite,
ulcerazioni, eruzioni e
infiammazioni; per chi
soffre di pelle grassa
del cuoio capelluto.
Impacchi
e lozioni -
si applicano sulla zona
colpita della pelle,
utilizzando l'infuso
concentrato.
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